” Il modo più sbagliato per amare” di Lexi Ryan

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Nel giorno del suo matrimonio, Nicole scopre che l’uomo che doveva sposare,  l’ha tradita con la sua gemella. Decide di allontanarsi dal suo passato trasferendosi a Jackson Harbor, nel Michigan. Arrivata lì, è costretta, a causa di una serie di coincidenze,  ad assumere l’identità della sorella e ad accettare un nuovo lavoro.

Ethan, il dottore per cui Nicole lavorerà come baby sitter, è vedovo e carico di sensi di colpa verso il passato e la moglie defunta. Non è interessato all’amore e non vuole nessuno nella sua vita che ora dedica completamente alla figlia e al suo lavoro. Anche Nicole ha una passato difficile e un’infanzia caratterizzata da continui affidamenti andati male, si sente insicura, fragile e oppressa dalla paura di non essere mai abbastanza. Tra loro nascerà subito una forte intesa e un’attrazione incontrollabile che crescerà giorno dopo giorno… 

Ma…il vero amore può nascere da una bugia?

A volte le bugie sono bianche, ci servono per proteggere chi amiamo. A volte siamo costretti a mentire contro la nostra volontà.

Il romanzo affronta tematiche importanti come la depressione, il suicidio, la malattia e la perdita della persone che amiamo. Nonostante questo, al suo interno troviamo un mix di ironia e romanticismo che alternano momenti più intensi e carichi di emozioni.  Una forte componente famigliare affianca la storia tra i due protagonisti e questo crea un’atmosfera piacevole e divertente, con scambi di battute e dialoghi leggeri.

Primo della serie dei fratelli Jackson, questo romanzo, mi è entrato nel cuore. Ora non devo fare altro che aspettare l’uscita del secondo.

A presto lettori.

Valutazione

5 su 5

 

 

 

Dovrà mantenere il segreto che riguarda la sua identità e non solo, anche di fronte alle persone a cui vuole bene e che entreranno a far parte della sua vita.

 

 

“Un dolce malinteso” di Lidia Ottelli

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Clarissa è una ragazza di venticinque anni, vive a MIlano dove lavora nella pasticceria della madre ed ha una figlia di nome Maia, frutto di un errore di gioventù avvenuto durante la notte di Capodanno ai tempi dell’università. Da allora la sua vita cambia e si divide tra  lavoro,  famiglia e la piccola Maia, a cui dedica tutte le attenzioni che merita. Per gli uomini non c è spazio anche se Clarissa continua ad essere la ragazza ingenua e romantica che è sempre stata. Infatti, bastano due occhi verdi, incrociati per caso in pasticcceria, a farle perdere la testa. In più ci si mette pure la sorella che non perde occasione per organizzarle un appuntamento. Così Clarissa, dopo tanto tempo,  si ritrova improvvisamente con due corteggiatori da gestire. Ma al cuore non si comanda e ciò che dice non si può nascondere.

Clarissa è un personaggio genuino, spontaneo e autentico. Conquista per la sua ingenuità, per il suo essere romantica, nonostante l’amore l’abbia sempre delusa e per il suo essere altruista. Maia è una bambina speciale, sveglia e brillante, un piccolo uragano che travolge tutti. Gli altri personaggi del romanzo sono tutti ben inseriti, caratterizzati e contribiuscono a rafforzare la trama rendendola verosimile e coinvolgente.

Un romanzo frizzante e ironico, una commedia romantica che riesce a strappare sorrisi ma anche qualche lacrimuccia. Un giusto mix di divertimento ed emozioni che mi ha conquistata dall’inizio alla fine, grazie anche ai continui colpi di scena,  senza mai annoiarmi.

A presto lettori.

Valutazione

5 su 5

“Non mi inganni” di Laura di Flaviano

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Recensione

Un romanzo introspettivo in cui l’attenzione è focalizzata sugli stati d’animo, le emozioni e le ripercussioni pscicologiche degli avvenimenti sui protagonisti.

Drake e Laura s’incontrano in circostanze inaspettate e si mettono a confronto, distruggendo, pagina dopo pagina, le barriere dietro le quali si sono nascosti per tanto tempo. Un inizio provocatorio e per nulla collaborativo , si trasformerà in un seguito intenso e profondo. Entrambi ancorati al passato, che li fa vivere sempre un passo indietro , troveranno insieme la strada per essere  di nuovo felici.

La sintonia con i personaggi si raggiunge a lettura inoltrata, attraverso una graduale e approfondita conoscenza della loro interiorità. La scrittura semplice e scorrevole agevola la lettura.

Un esordio promettente quello di Laura di Flaviano che è riuscita a creare una storia che conquista e commuove.

Valutazione

4 su 5

 

 

Un romanzo

 

“La ragazza che leggeva nel metrò” di Christine Féret – Fleury

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“La ragazza che leggeva nel metrò” di Christine Féret-Fleury edito Sperling & Kupfer è un elogio alla letteratura e all’amore per lettura.

“Le era sempre piaciuto odorare i libri, annusarli, soprattutto quando li comprava usati: anche i libri nuovi avevano odori diversi, a seconda della carta e della colla utilizzate, ma non svelavano nulla delle mani che li avevano tenuti, delle case che li avevano ospitati; ancora non avevano una storia, una storia ben diversa da quella che raccontavano, una storia parallela, oscura, segreta.”

 Juliette è prigioniera delle sue abitudini, dei piccoli gesti che, quotidianamente ,compie lasciandosi scorrere la vita davanti. Un giorno decide, improvvisamente, di scendere dal metrò qualche fermata prima e fare una strada diversa dal solito per andare al lavoro. Questa scelta inaspettata e alcuni incontri particolari saranno  l’inizio di un’evoluzione interiore che cambierà il suo destino. Conoscerà un mondo parallelo fatto di libri, in cui sarà coinvolta in prima persona come “Liberalibri”. Avrà il ruolo di osservare le persone e scegliere  il libro giusto, che potrà aiutarle e renderle felici.

“Questo libro è formidabile. Vi renderà intelligenti. Vi renderà felici.”

Intorno a Juliette personaggi inusuali e profondi. Nessuna storia d’amore questa volta. Un linguaggio astratto, quasi filosofico. La scrittura semplice rende il romanzo scorrevole. Purtroppo,  la scrittura veloce che sfugge al lettore e una realtà descritta in modo poco realistico, non mi hanno fatto apprezzare fino in fondo il romanzo.

A presto lettori.

Valutazione

3 su 5

“Ogni piccola cosa interrotta” di Silvia Celani

Una “storia nella storia” quella che SIlvia Celani ci racconta nel suo romanzo d’esordio “Ogni piccola cosa interrotta”,  due storie che si rincorrono e che alla fine sono destinate ad incontrarsi.

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“ L’amore che ognuno di noi riceve ha la stessa funzione delle stelle per i navigatori. Ci indica la rotta. Rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che lo desideriamo, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì affondandovi una mano.”

Vitttoria cerca di ricostruire il suo passato scavando nella storia del padre scomparso  quando era solo una bambina. Ogni giorno si nasconde dietro ad una maschera di perfezione, costruita per accontentare la madre, fredda e distaccata. Si sente rotta, interrotta a causa di un passato che non conosce e che la tiene ancorata ai ricordi legati alla perdita del padre.  Un carillon rotto ritrovato per caso, farà riaffiorare nella sua memoria momenti dell’ infanzia che aveva dimenticato.

“ Sono le nostre imperfezioni a renderci più forti. Sono loro a tracciare la strada delle nostre cose interrotte.”

Silvia Celani ci propone un percorso di ricostruzione, lungo e delicato, in cui ogni cosa può essere riparata, anche una vita fatta a pezzi dal dolore e dalle mancanze.

L’amore, nella sua usuale accezione rappresenta una parte marginale e di sostegno all’interno del racconto, mentre  ampio spazio è dato all’amore che lega un padre ad una figlia. I capitoli si alternano tra racconto e sedute di psicoterapia, in un viaggio di ricerca interiore. La narrazione è profonda e matura e ti trascina fino alla fine in un turbinio di emozioni e sentimenti forti. Un libro universale che parla ad ognuno di noi, allevia le ferite, colma le mancanze e condivide il bisogno di essere amati.

A presto lettori

Valutazione

5 su 5

“Più forte di ogni addio” di Enrico Galiano

“ Più forte di ogni addio” è il terzo romanzo di Enrico Galiano, il professore più amato dagli studenti e sui social. Una penna adulta che, servendosi dell’ esperienza, parla di un mondo che conosce bene.

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Recensione

Questo romanzo è un viaggio attraverso la storia di due adolescenti, Nina e Michele, legati inconsapevolmente da un destino beffardo. I due s’incontrano ogni giorno, per dodici minuti, sul treno che li porta a scuola. In questo spazio di tempo iniziano a conoscersi  e tra loro nasce un legame che va al di là dell’apparenza , segue le sensazioni e scava nel profondo.

“ Quei dodici minuti di viaggio erano tutto quello che mi importava delle mie giornate, il motivo per cui mi svegliavo al mattino.”

Nina un’anima inquieta e difficile da comprendere, porta i segni della sua fragilità sulla pelle; Michele, un ragazzo circondato dal buio, vive con una forza e una determinazione invidiabili. Due anime così diverse ma anche così affini, pronte a perdersi di fronte alla cruda realtà che le lega, resteranno unite  affrontando il dolore ed imparando a perdonarsi.

La trama del libro, in sé, non ha attirato particolarmente la mia attenzione; infatti ci troviamo di fronte ad una storia d’amore tra adolescenti, come se ne leggono tante. Quello che più mi incuriosiva era il modo di scrivere dell’autore ed il suo ruolo di osservatore  “di storie”. La scrittura semplice e diretta, arriva diritta al lettore e lo coinvolge con metafore e riflessioni che appartengono ad una visione più adulta dei sentimenti e della vita. E’ soprattutto questo l’ aspetto che mi è piaciuto di più del libro. Inoltre Galiano, lascia tra le righe consigli e suggerimenti per i genitori, che spesso dimenticano di ascoltare i propri figli. Una storia apprezzata sicuramente dai giovani, che può diventare una lettura piacevole anche per gli adulti.

A presto lettori.

Valutazione

3 su 5

“Lux” di Eleonora Marangoni

“Lux” è il romanzo d’esordio di Eleonora Marangoni, una scrittrice dallo stile ricercato e dalla forza espressiva sorprendente. Un romanzo impegnativo che necessita, a mio parere, di una seconda rilettura per comprenderne tutte le sfumature e non farsi distrarre dalle suggestioni evocate dalla narrazione.

 

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Recensione

Lux non è di certo quello che si può definire un romanzo dalle grandi svolte o dai grandi colpi di scena. Una storia pacata e lineare ed una prosa colta e raffinata danno vita ad un romanzo surreale, a tratti sorprendente. La vita di Tom, architetto italo-inglese di buona famiglia, viene stravolta quando riceve in eredità, da uno zio da poco scomparso, un piccolo albergo in un’isola del sud Italia. Decide quindi di partire per raggiungere l’isola , che lo accoglie cruda e selvaggia, tra baobab nani, vulcani inattivi e una sorgente d’acqua.

“Il mondo non sapeva cosa farsene, ma isole e dettagli esistevano ogni giorno, e chi li scopriva non poteva fare a meno di portarseli dietro sempre, e di crederli tutto sommato più veri di qualunque altra cosa.”

Tanti, i personaggi bizzarri con cui avrà modo di interagire durante la sua permanenza, descritti con accuratezza e profondità. Dopo una vita passata a lasciar scorrere gli eventi senza soffermarsi a pensare troppo, in questo luogo abbandonato dal tempo, Tom affronterà finalmente  i suoi ricordi ed i suoi rimpianti. Uno stile ricercato rende il romanzo impegnativo. Alcuni capitoli del libro soprattutto nella prima parte, risultano monotoni;  il ritmo lento viene ravvivato nella seconda parte da dialoghi e vicende che rendono la lettura più piacevole.  Il finale rispetta la linearità della narrazione chiudendo il cerchio che aveva iniziato. Consigliato a lettori che non si arrendono di fronte un romanzo lento ed impegnativo, armati di pazienza nel superare le parti più faticose sia dal punto di vita stilistico che narrativo del romanzo .

A presto lettori.

Valutazione

3 su 5

“Le alternative dell’amore” di Lorenzo Licalzi

Le alternative dell’amore , romanzo di Lorenzo Licalzi edito Rizzoli, parla d’amore e di guerra, con i tratti distintivi di un giallo, tra verità da svelare e un mistero da risolvere.

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Uno scrittore parigino, Tristan Dubois, si trasferisce in un piccolo paese della Borgogna per ritrovare l’ispirazione che sembra averlo abbandonato e per riappacificarsi con il ricordo di Isabelle, l’amore perduto. L’incontro con l’ ex ufficiale nazista Baumann, lo porterà  ad indagare su un tragico mistero ed a scoprire una verità tenuta nascosta dai tempi della seconda guerra mondiale.

“Ci sono esperienze che non si possono raccontare. Perché per quanto le parole possano cercare di descriverle e in qualche modo trasmetterle, non riescono a esprimere la potenza di certe emozioni o perfino l’apparente insignificanza di altre così come le abbiamo vissute. Mancano gli odori, i toni, i brividi che suscitano certi sguardi, la percezione di certi particolari di cui magari non ci accorgiamo eppure penetrano dentro di noi, ma ciò che manca per davvero è la possibilità di descrivere lo scuotimento interiore di chi li vive, perché la nostra interiorità più profonda non ci scuote con le parole, ma con onde emotive fatte della stessa sostanza di cui è fatto l’inconscio.”

 Un intreccio di vite,  tra presente e passato. Due amori a confronto legati da una doppia accezione:  da un lato l’ amore totalizzante che supera qualsiasi ostacolo e razionalizzazione; dall’altro l’amore precario, in balia delle debolezze umane.

“E però raramente, ma vorrei dire eccezionalmente, capita di incontrare una persona con la quale i gradi di compatibilità, per qualche misterioso motivo, sono assoluti, forse ne esiste soltanto uno sulla faccia della terra, o forse addirittura due persone sono vissute in epoche diverse e dunque non si possono incontrare, ma se si incontrano, quell’amore sarà per sempre.”

Un romanzo dall’andamento scorrevole e lineare, in cui la storia avvenuta nel passato, viene raccontata nel presente dallo stesso Baumann senza sbalzi temporali: la narrazione viene spezzata solo dalle lettere scritte ai tempi della guerra tra l’ufficiale e Costance, il suo grande e unico amore.

A presto lettori.

Valutazione

4 su 5

” Tante stelle, qualche nuvola” di Mattia Ollerongis

Conosciuto sui social da migliaia di followers, Mattia Ollerongis, dopo averci conquistato con le suo poesie, pubblica il suo primo romanzo “Tante stelle, qualche nuvola”, edito Sperlig&Kupfer, in cui ci parla dei voli pindarici dell’amore.

 

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Recensione

 Una storia  in cui l’ amore è sempre un rischio. Può andare bene oppure male. Se va bene si conosce la felicità, se va male ci si fa male.

“L’amore è un gioco da ragazzi che si vogliono fare male.”

Una protagonista che difficilmente siamo abituati a trovare. Una ragazza fragile ed incapace di affrontare le perdite e  gli abbandoni che la vita le riserva, che non si lascia il tempo di capire, imparare  ed evolvere nel corso del tempo.  Incapace di pensare a sé stessa ed alla propria felicità prima di condividerla con qualcun altro. Una protagonista molto emotiva  che la porterà a legarsi velocemente a chiunque le dimostri affetto pur di sopravvivere al suo dolore e provare un attimo di  apparente sollievo. Ma la sua vita assomiglia ad una ruota che gira per ritornare sempre al punto di partenza.  Davide sembra poter essere la sua cura, ma si sa la vita è imprevedibile e ci mette di fronte a  scelte che non possiamo rimandare. Andare o restare?

“Certi amori funzionano anche se sembrano un disastro, anche se messi sottosopra, tovano sempre il modo per andare avanti. Sanno resistere, possono tutto.”

Ci sono amori  di convenienza, amori che vanno persi ed altri che vanno persi per poi essere ritrovati.  Attorno ai due protagonisti  ruotano altri personaggi con le loro storie ben amalgamate alla trama principale e per questo ho trovato il romanzo dinamico e realistico. Scritto molto bene in esso si alternano parti di prosa narrativa e parti di poesia. Un modo particolare di scrivere un romanzo che ho apprezzato molto. 

A presto lettori.

Valutazione

4 su 5

“Niente caffè per Spinoza” di Alice Cappaglia

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Titolo: Niente caffè per Spinoza

 

Autore: Alice Cappagli

 

Editore: Einaudi

 

Prezzo: € 17,50 cartaceo

 

 

 

Trama

Quando all’ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta naufragando e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Poi il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e luce, e basta poco perché tra i due nasca un’armonia silenziosa e bellissima. Con lo stesso piglio livornese gioioso e burbero, Maria Vittoria cucina zucchine e legge per lui stralci di Pascal, Spinoza, Epicuro, Sant’Agostino. Il Professore, che nelle piccole faccende di economia domestica della sua governante ritrova le verità dei grandi pensatori, sa sempre come mescolare i piani. Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile anche nella vita di tutti i giorni: ogni lettura, per lei, diventa uno strumento con cui allargare il proprio sguardo sulle cose e raccogliere i cocci di un’esistenza trascorsa ad assecondare gli altri. A poco a poco, lei e il Professore s’insegneranno molto a vicenda, aiutandosi nel loro opposto viaggio: uno verso la vita e l’altro – come vuole l’ordine delle cose – verso la morte. Senza troppi clamori, con naturalezza, una volta chiuso il libro ci rendiamo conto che la lezione del Professore sedimenta dentro a tutti noi: dai libri che amiamo è possibile ripartire, sempre, anche quando ogni cosa intorno ci dice il contrario.
Recensione
Alice Cappagli ha scritto un romanzo che arricchisce cuore e mente e ci insegna quanto, a volte, i libri  possano aiutare a mettere ordine nella propria vita.
«Bisogna che io legga nelle cose piccole verità universali. Ma mi occorre la sua collaborazione»
Livorno, descritta in modo impeccabile, emozionante e poetico, fa da sfondo alla storia di due persone che  il destino ha deciso di legare tra loro.  Lui un professore di filosofia colto e sapiente che trova nei libri una guida per orientarsi nella vita, lei una donna che cerca il modo di raccogliere i pezzi della propria ormai andata in frantumi. Lei si prende cura di lui e lui, a suo modo, di lei, in un viaggio dalle mete opposte, uno verso la vita e l’altro verso la sua naturale conclusione.
Alice Cappaglia è riuscita a creare un protagonista al quale è impossibile non affezionarsi, i cui insegnamenti rimangono dentro di noi anche dopo aver concluso il libro. Una girandola di personaggi ruota all’interno della storia rendendola ricca e piacevole. Il linguaggio, nelle descrizioni del paesaggio e nei dialoghi, è curato e poetico. Un romanzo ricco di citazioni e frasi filosofiche che trovano spazio nella nostra quotidianità.
In compagnia di Pascal, Spinoza, Sant’Agotino ed Epicuro guardiamo la vita da un altro punto di vista.
A presto lettori.
Valutazione
5 su 5